Featured

mercoledì 25 maggio 2016

32 sulla carta, 16 nello spirito


 Il tempo passa troppo in fretta. Si perché ieri avevo 16 anni, guardavo Dawson's Creek e fantasticavo ad occhi aperti su Pacey sognando di essere Joey, oggi di anni ne ho quasi il doppio e se mi soffermo a pensarci giuro che non me ne capacito. Com'è possibile? Come han fatto a volare così in fretta tutti questi giorni senza che me accorgessi? Ma soprattutto perché la mia testa è convinta di essere ancora ferma a quell'età?
Lunedì sera per la prima volta dopo la nascita di Bianca mi sono presa due ore per fare un aperitivo con Valeria, amica da sempre, di quelle che non sai dire in modo preciso e chiaro  quando ci siamo incontrate per la prima volta, forse ero ancora nella pancia di mia madre e già eravamo amiche, ecco.
Tra un bicchiere di vino e qualche patatina abbiamo chiacchierato molto sulle nostre vite, il lavoro, i figli, i mariti e più ci raccontavamo vicende della nostra quotidianità più nella mia testa si faceva largo la stessa domanda: "Come siamo arrivate a tutto questo?" 
Sembrava ieri che immaginavo nella mia mente chi potesse essere mio marito, chissà cosa stava facendo in quel preciso istante, se stava soffrendo o no per una ragazza ignaro del fatto che alla fine avrebbe conosciuto e sposato me. Come sarebbero stati i miei figli, se avrei avuto un maschio o una femmina e quei momenti mi sembravano talmente lontani da non preoccuparmene più di tanto ma non avevo fatto i conti col signor tempo e piano piano mi ci sono trovata dentro fino al collo senza rendermene conto.
La mia testa però è ancora ferma là, a quei 16 anni fatti di sogni, gelati alla stracciatella e canzoni dei Negrita gridate a squarciagola. Per questo motivo io decido di ribellarmi e nonostante ora sia una moglie e una mamma il mio spirito resterà per sempre quello della ragazzina che ero, che voleva vedere il mondo e le stava troppo stretta la realtà del paesino di provincia. La ragazzina che non ha mai smesso di essere ottimista e che ha ancora tanto da insegnare alla me stessa 32enne.



 Tra poco Bianca si sveglierà, la metterò nel seggiolone e mentre le preparerò la colazione come ogni mattina le canterò una canzone con tanto di balletto improvvisato. Lei sgranerà i suoi occhioni e riderà divertita. Forse è davvero questo il segreto: restare sempre giovani di spirito e saper insegnare anche la leggerezza ai nostri figli. E mangiare tanti gelati, meglio se alla stracciatella.  


 

lunedì 23 maggio 2016

Remembering the weekend



Una cosa che adoro da quando sono diventata mamma è svegliarmi presto il sabato mattina, buttare giù dal letto il marito e uscire a far colazione con lui e la nostra bimba. 
Ci piace cambiare posto ogni volta nonostante siamo persone abitudinarie, dopotutto abitiamo in una zona che invoglia a fare così.
Ecco quindi una blusa fiorata che ricorda lo stile anni '70 (comprata in quel di Primark qualche settimana fa ), un paio di jeans e un paio di francesine senza lacci che da quando le ho non riesco a smettere di indossare. Basta così poco a volte per sentirsi in pace con se stesse, la cosa migliore è essere a proprio agio nei capi che si indossano!



Blusa: Primark
Jeans: Cheap Monday
Shoes: No Brand
Bag: Carpisa
Sunglasses: Dolce&Gabbana
Bracelets: No Brand


lunedì 16 maggio 2016

Arese Shopping Center, my Primark experience

Ci sono cascata anch'io. Nonostante non abiti più nella zona da qualche anno e nonostante i servizi in tv lo descrivevano come il posto più assediato dell'ultimo mese due settimane fa sono capitata da quelle parti per festeggiare il compleanno di un amico e l'idea di fermarmi a dare un'occhiata all'Arese Shopping Center è stata praticamente naturale.
Il centro commerciale è veramente carino, molto più spazioso di quelli a cui siamo abituati, luminoso e i negozi sono davvero tanti.
A quel punto era obbligatorio andare da Primark a fare un giro, appena entrata mi sono sentita catapultata in quel di Londra, in Oxford street, e devo ammettere che è stata una piacevolissima sensazione. 
Gli articoli venduti, ammettiamolo, non sono di grande qualità e a me i posti troppo grandi che propongono migliaia di cose un po' disorientano ma sono comunque riuscita a comprare qualcosa, sia mai uscire dal primo Primark italiano a mani vuote!
Morale della favola, mi è piaciuta di più la sensazione che mi ha trasmesso che i vestiti ma se vi capita di passare da quelle parti entrateci, fare del sano shopping low-cost è sempre cosa buona e giusta e magicamente vi sembrerà di essere nella realtà di una capitale europea. Ecco, forse ho bisogno di andare in vacanza.


giovedì 12 maggio 2016

Summer 2016: prima regola coprirsi!

A parte questa ondata di pioggia che da domenica ci fa sembrare in novembre l'estate è alle porte. Come ogni anno il mio consiglio più grande è quello di impegnarsi ad esibire meno centimetri di pelle possibile specialmente se non si ha un fisico come Gisele Bunchen: dobbiamo essere oneste con noi stesse e ammettere i nostri limiti, se abbiamo evitato dieta e palestra per tutto l'anno non possiamo pretendere di riuscire ad entrare in un paio di shorts in denim senza sembrare un salame arrotolato o indossare un crop top ombelicale senza ottenere l'effetto salsiccia. Anche ai fisici più statuari io consiglio di impegnarsi a non mettere in mostra troppa merce, il rischio volgarità con annesso risultato kitsch è proprio dietro l'angolo.
Largo quindi a gonne lunghe, maxi dress, bluse non eccessivamente lunghe ma nemmeno troppo corte e valutate bene che tipo di gonna corta e shorts vi stanno meglio.
Io quest'anno ad esempio punterò tutto sui costumi da bagno interi. Fino a poco tempo fa il solo pensiero di indossarne uno mi metteva i brividi, mi pareva di sembrare una nonna, mentre adesso sono entusiasta all'idea di divertirmi con lo shopping per riuscire a scovare quello che più mi piace. Non dimentichiamoci mai che se una persona ha la passione per la moda non deve mostrare il proprio corpo a tutti i costi bensì valorizzarsi utilizzando i capi perfetti per lei.


venerdì 6 maggio 2016

Non prendersi mai troppo sul serio



Il 2016 è un anno importante. Se nel 2015 ho avuto l'onore di diventare mamma quest'anno posso godermi appieno il mio nuovo status e ne sono molto entusiasta.
La mia bimba inizia piano piano a crescere, a capire e conoscere le persone che ha intorno nella quotidianità ed è uno spettacolo vederla interagire con loro e con l'ambiente circostante.
Non voglio essere una mamma troppo concentrata su se stessa come non è giusto d'altro canto esserlo troppo su Bianca, devo trovare l'equilibrio perfetto tant'è che ho deciso che per quest'anno la prova costume la rimando al 2017. Sono tornata in forma abbastanza a dire il vero, ho perso quasi tutti i vari kg messi su in gravidanza, ma ho deciso che non voglio più mirare alla pancia troppo piatta o al sedere troppo sodo, sono una mamma ora e se qualche curva si presenta sul mio corpo va bene così.
Largo quindi a look colorati e casual, la regola fondamentale è non prendersi mai troppo sul serio!


Quando indosso gli occhiali da sole con le lenti colorate come quelli proposti in questo post Bianca mi guarda incantata e ride, io mi sciolgo e per vederla contenta continuo a metterli!

 Sunglasses and espadrillias: Miss Hamptons, Top: SammyDress, Shorts: Stradivarius, Accessories: H&M





mercoledì 4 maggio 2016

L'estate francese

Sono giorni pieni di novità. Oggi l'armadio si trasforma in libreria (in fondo la vera definzione di armadio è mobile-contenitore, diversa da quella di guardaroba) e inauguro un'altra sezione, quella "BOOKS".
Adoro leggere e chi mi conosce lo sa, basti pensare che come bomboniera per il battesimo di Bianca che si è tenuto sabato scorso ho scelto proprio un segnalibro.
Ultimamente purtroppo ho tralasciato un po' questa mia passione per fare la mamma a tempo pieno ma l'idea è quella di ricominciare al più presto a divorare qualche libro.
Inizio questo nuovo percorso consigliandovene uno che ho amato molto, di quelli che non riesci ad alzare gli occhi dalle righe perchè DEVI sapere cosa succederà nelle prossime pagine: L'estate francese di Lesley Lokko.


La storia si concentra sulla famiglia inglese dei Keeler. La madre Diana, avvocato famoso, è il personaggio principale, la mater familias attorno cui ruotano le vite dei figli Rafe, Aaron e Josh, tutti e tre con una brillante posizione lavorativa (Rafe è un medico, Aaron un avvocato e Josh un architetto).
L'equilibrio familiare viene sconvolto quando entrano in scena tre donne che Diana ritiene non siano all'altezza dei suoi figli: Rafe si fidanza con Maddy -giovane aspirante attrice americana-, Aaron con Julia - di umili origini, conosciuta alla facoltà di legge anni prima- e Josh si innamora di Niela -rifugiata somala con un misterioso passato-.

Il tema trattato è molto attuale, molte ragazze si possono riconoscere in una delle tre compagne dei Keeler e hanno problemi con la suocera che non le accetta, e Lesley Lokko è una scrittrice che mi piace molto, il suo modo di trattare certi argomenti mi entusiasma.

Ho letto altri libri di questa autrice, ma ne parlerò più avanti.

martedì 3 maggio 2016

Art of sushi


Saper fare il sushi è un'arte, un mix perfetto fra sapore ed estetica, un equilibrio preciso di forma e contenuto: per i giapponesi è fondamentale che tutti i sensi siano coinvolti nell'esperienza del pasto e questa cosa mi ha sempre affascinato.
La sua storia non si conosce con certezza ma pare che venisse usato come tecnica di conservazione del pesce in Cina, portata poi in Giappone dai monaci buddhisti intorno al VII secolo a.C.
Il pesce crudo veniva disposto a strati in contenitori, ricoperto da riso e sale, schiacciato con una grossa pietra per eliminare tutta l'aria e veniva lasciato fermentare anche per tre anni. Quando si mangiava il riso veniva totalmente eliminato. 
Nell'epoca moderna il sushi è diventato uno dei cibi più all'avanguardia e di moda, esistono mille varianti e si consuma in grande quantità in ogni angolo del mondo.
Può sembrare una preparazione semplice ma è tutt'altro che facile e per questo ho deciso di mettermi alla prova.
Ecco quindi inaugurata la sezione "FOOD" di questo blog. Ogni tanto l'armadio si trasformerà in una dispensa e presenterò qualche ricetta fatta da me. 
Questa settimana mi cimenterò col sushi, non vedo l'ora di postare il risultato del mio lavoro.

lunedì 28 marzo 2016

Pink is a state of mind

Tutti abbiamo bisogno di certezze. Agli uomini basta una bottiglia di birra e un divano, magari pure una TV che trasmette la partita di calcio della squadra del cuore e si può star certi che per loro la vera tranquillità è quella.
Siamo noi le rompiscatole, quelle a cui non va mai bene niente, le eterne insoddisfatte. Sì perché se da un lato cerchiamo stabilità, un compagno accanto per la vita, un lavoro continuativo, una famiglia (che non include per forza la presenza di figli) dall'altro lato abbiamo il costante bisogno di sentirci vive, in fermento, di avere ogni giorno delle sfide nuove. La strada troppo facile per raggiungere gli obiettivi non ci piace e spesso ci complichiamo le cose quasi in automatico, senza nemmeno rendercene conto, solo per il gusto di affrontare prove sempre più difficili e di conseguenza più entusiasmanti.
E' un dato di fatto.
Non sono femminista, tantomeno maschilista, ma questo stato fa parte di noi, della nostra essenza di donne e lo trovo magnifico.
Abbiamo la capacità di superare tutto, spesso senza nemmeno faticare troppo: che sia scegliere un paio di scarpe nuove o affrontare una separazione, capire come vestirsi per un'occasione importante od organizzare un grande evento come un matrimonio per noi non esiste situazione impossibile. Per questo motivo abbiamo bisogno di compensare questa condizione con un po' di sana frivolezza. E non importa se veniamo considerate senza cervello o eterne bambine. E' anche questo che ci rende speciali, delle principesse moderne in tacchi alti.







 Cover: Empirecase Sunglasses: Rayban Flower hadband: Gojane Scarf: White house black market



Parfume: Daisy Dream Lipstick: MAC Earrings: Lord And Taylor Nail Varnish: Dior Kabuki brush: Topshop Mascara: Lancome



Jumper: A.P.C. Skirt: Choies Boots: Fashion Conscience Bag: Rebecca Minkoff  Necklace: Dorothy Perkins






venerdì 11 marzo 2016

Biomed review

Qualche mese fa avevo scritto un post dove vi presentavo l'azienda Biomed che propone prodotti medici naturali per la cura della pelle.
Dopo qualche tempo trascorso a testarne alcuni posso dire che sono veramente eccezionali.

La mia pelle del viso aveva bisogno di una bella ventata di freschezza, idratazione e ringiovanimento: dopo il parto ho trascorso varie notti insonni, riuscire a dormire almeno tre ore filate ora rappresenta un vero lusso e il mio viso ne ha inevitabilmente risentito immediatamente. 
Questi prodotti mi hanno aiutata ad alleggerire i segni della stanchezza, donando più luminosità al mio incarnato grazie soprattutto al siero anti rughe che lascia la pelle liscia e idratata come non mai. Associato poi alla crema specifica per il mio tipo di pelle "pure detox 24h" il risultato è stato il top.


Per ovviare poi al mio problema dei segni della stanchezza con conseguenti occhiaie e borse sotto gli occhi sono venuti in mio soccorso ben due prodotti: la crema anti rughe specifica per gli occhi e "fresh eyes" per ridurre il gonfiore nella medesima zona.



Sono rimasta molto soddisfatta dei risultati e non posso che consigliare quest'azienda, non è da tutti unire professionalità e qualità dei prodotti mantendo la naturalezza dei componenti. Biomed è diventata ormai uno dei miei marchi del cuore.



domenica 14 febbraio 2016

La mamma imperfetta

Ci sono cose che, purtroppo o per fortuna, non si riescono a comprendere del tutto finchè non si diventa mamma. 
Ricordo che quando vedevo qualche amica o conoscente alle prese col loro piccolo marmocchio mi capitava spesso di pensare "Perchè non si comporta in un modo più corretto, cosa sarà mai crescere un figlio!" e mai come ora mi accorgo di essere stata una stupida.
Per questo motivo oggi, reduce dall'ennesima notte insonne dove la mia bimba ha deciso di farmi impazzire da un mese a questa parte, vi elencherò almeno cinque cose che chi non ha figli pensa e si sbaglia di grosso.


1) Cosa vuoi che sia il pianto di un bambino.
Questa cosa è assurda, poi forse alcune mamme sono più fortunate di altre e io per prima devo ammettere di esserlo stata per tutta la parte riguardante coliche e reflussi vari ma il pianto di un neonato è tutto fuorchè una cosa da poco. Bianca è sempre stata brava a riguardo e io per prima mi sono sempre impegnata affinchè piangesse il meno possibile ma quelle poche volte che è successo è stato un orribile climax che non voleva saperne di cessare. Pavarotti a confronto era un dilettante e in quei momenti il panico diventa il migliore amico di una neo mamma. 

2) Basta abituarli bene e dormono tutta la notte.
Questa poi è una cazzata enorme. Io sono una persona molto tranquilla e dormigliona, mio marito pure e anche la bimba lo è stata fino a 4 mesi quando ha iniziato a svegliarsi ogni ora, poi di nuovo 6-7 ore per notte e ora di nuovo ogni ora. Morale della favola: i bambini hanno un sonno diverso dal nostro e una mamma può sembrare pure fatta di Valium ma anche se solo per un breve periodo il suo bambino non dormirà la notte. Fatevene una ragione.

3) Il tempo per uscire e divertirsi lo si trova, basta organizzarsi.
Vorrei tanto chiedere a chi dice così come può anche solo pensare di voler uscire avendo dormito la notte precedente solo un'ora. O mezz'ora. Io è già tanto se riesco a ricordarmi come mi chiamo.

4) Non bisogna mai alzare la voce con i bambini, nemmeno se non ce la si fa più.
Su questo sono d'accordo anch'io ma solo in parte. L'impegno per cercare di fare bene è sempre al massimo e l'amore pure ma ammetto di essermi lasciata andare una volta o due. In entrambe le situazioni ero snervata, assonnata e Bianca si lamentava nel suo lettino. Aveva appena mangiato, il pannolino era ok, l'avevo coccolata per un bel po' e ora se ne stava lì a fissarmi e a frignare. Mi son messa a dirle animatamente "Bianca la mamma ha sonno, ti prego dormi!!" la prima volta e "Vuoi dormire??" la seconda.  Una mamma è sempre sotto pressione, dorme poco e nonostante tutto fa mille cose. Può capitare che si perda la pazienza e per questo non andiamo demonizzate.

5) Io di sicuro non farò come mia madre.
Ahahhahahahaah.
Lo dicevo anch'io e per quanto una mamma possa impegnarsi per fare diversamente arriverà quel momento in cui si ritroverà a pensare "Mia mamma aveva ragione!".
In fondo è lei che ci ha generate e volente o nolente un'impronta, seppur minima, l'ha lasciata nel nostro DNA. Mettiamoci l'anima in pace.




Copyright © 2015 L'armadio di Venere
| Distributed By Gooyaabi Templates